Metodo scientifico: Il nostro punto di partenza..

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Vi siete mai chiesti perché ogni volta che in campo di Nutrizione e di Allenamento si prova a capire qualcosa riguardo una determinata tematica c’è sempre quella fastidiosissima e netta divergenza del mondo scientifico rispetto a quello che dice il mio amico con i muscoli, mia nonna, mia zia, il mio vicino o l’articoletto scritto sui social? Vi siete mai chiesti perché si sente costantemente parlare della dieta X che cura i tumori (magari promossa da colui che l’ha inventata) , dell’ingrediente Y che ci fa dimagrire (magari sponsorizzata da una casa di produzione di integratori), oppure dell’allenamento Z che “brucia i grassi” mentre invece dall’altra parte i ricercatori, gli appassionati, i professionisti del settore smentiscono tutto ciò presentando lunghi ed interminabili studi scientifici in lingua inglese riguardo gli ultimi aggiornamenti in materia? 

Bene….Benvenuti nel complesso mondo della scienza applicata allo sport ed alla nutrizione (e non solo).

Chi di voi si è mai trovato nella condizione di andare in paranoia solo perché lo studio fatto sui topi ha dimostrato che la carne fa venire il cancro? Oppure che le proteine in polvere “bloccano” i reni?

 Se avete risposto positivamente provate a vedere se vi rispecchiate in questo video molto simpatico:

Fin dal mio primo giorno di università mi sono sempre chiesto come si potesse provare in maniera certa (o quasi) un determinato metodo di allenamento, una dieta, uno stile di vita, o magari un integratore, molto spesso incappando in un forte stato di frustrazione che non mi faceva capire bene dove fosse realmente la verità.

 Verità che però io, essendo oramai convinto di volere diventare un professionista in merito, volevo sapere a tutti i costi e quindi mi ritrovavo a studiare temi immensi di Fisiologia dell’esercizio fisico al mattino e allenarmi con la fascia elastica avvolta attorno alla pancia per “ bruciare più grassi “ al pomeriggio, solo perché si usava fare così ormai da tempo e secondo il mondo non-scientifico era IL metodo per dimagrire (per esempio prima di una gara). 

Negli anni ho quindi cominciato a maturare un’incessante voglia di saperne di più, di investigare a fondo e guardare tutto ciò con un occhio sempre più critico.

Durante gli anni di studio costante ho quindi  conosciuto il vero metodo scientifico, ossia quell’approccio alla scienza di tipo oggettivo, privo di luoghi comuni, false credenze, abitudini, ma rappresentato solo da un’ipotesi, un esperimento ed un risultato.

Cos’è il metodo scientifico?

Per metodo scientifico si intende una “Modalità attraverso la quale la scienza procede per raggiungere una conoscenza  della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile, metodo che consta da una parte  nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare e dall’altra  nell’analisi rigorosa, logico-razionale e (dove possibile) matematica di questi dati.

Già da questa prima definizione è facile riconoscere come il parere del mio amico Mario, o la pillola magica che mi risolve tutti i problemi nel giro di 30 secondi siano tutto fuorché Scienza.

Si ritiene che usi simili siano stati fatti fin da prima ma comunque l’ideatore di tale metodo rimane Galileo Galilei (il padre della scienza) che gettò le basi riguardo la costruzione di un metodo efficace e realistico, anche chiamato metodo sperimentale, tramite cui si possono condurre delle osservazioni, degli esperimenti e conseguentemente convalidare o rifiutare determinate ipotesi pre esistenti.

Potete capire come questo metodo, sottoposto negli anni a varie rivisitazioni, è tutt’ora il metodo usato dalla scienza per creare teorie, leggi, farmaci, cure, integratori o semplicemente per smentire luoghi comuni.

Da che il metodo scientifico servì all’inizio per dare una “concretezza” maggiore alle leggi che governano il mondo, ad oggi esso rappresenta le fondamenta di qualsiasi scienza che vuole dare risposte quanto più simili alla realtà,  che saranno decisive nel trattamento di qualsiasi paziente.

Risposte che negli anni hanno permesso anche lo sviluppo della Medicina tradizionale, della Farmacologia, della Fisiologia, della Biologia e di tutti i rami che  effettivamente abbracciano il complesso mondo del corpo umano tra cui naturalmente le Scienze dello Sport e della Nutrizione Umana.

L’evoluzione del metodo e la EBM (Medicina basata sulle evidenze):

Con l’evolversi della medicina moderna e delle più avanzate tecniche di ricerca in campo di sperimentazione, sono poi nati degli approcci veri e propri di lavorare con il paziente, approcci che si basavano interamente sui tantissimi esperimenti (studi scientifici) che negli anni sono stati formulati, così da trattare una determinata patologia  con una filosofia che si prestava poco ad esser vaga o prettamente personale ma piuttosto a riferirsi al parere della scienza, al parere degli studi che sono stati fatti in merito, senza agire per conto dell’opinione personale. 

Stiamo parlando quindi della EBM (Evidence- Based Medicine) o medicina basata sulle prove di efficacia, definita anche  come “il processo della ricerca, della valutazione e dell’uso sistematico dei risultati della ricerca contemporanea come base per le decisioni cliniche”, movimento nato alla fine degli anni 90 (quindi abbastanza recente) in risposta a quelli che erano i problemi nella comprensione e nell’uso delle prove pubblicate. (1)

Come risulterebbe impensabile che un medico possa operare, distribuire farmaci, prescrivere cure senza che esso conosca “chirurgicamente” la letteratura scientifica, d’altro canto questo dovrebbe valere un po’ per tutti, compresi in questo caso i Laureati in Scienze motorie ed i Nutrizionisti quando gli ultimi prescrivono rispettivamente esercizio fisico e diete. Va da sé che, grazie al metodo scientifico, si è quindi passati dall’attribuire il fatto di essere attratti alla terra grazie all’ausilio di forze divine o magiche di vario genere allo scoprire la forza di gravità, dal curare malattie mediante riti magici rivolti verso il malato allo scoprire forme di prevenzione e di cura solide ed in continua crescita.Tutto grazie al metodo scientifico, un modo di approcciare ai problemi con metodiche basate su esperimenti fatti in precedenza da una comunità (appunto la comunità scientifica).

Vi faccio degli esempi pratici:

Quante volte avete sentito che i carboidrati è preferibile mangiarli solo a pranzo? Quante volte avete provato addirittura ad eliminarli del tutto? Quante invece avete camminato per ore su un tapis- roulant con la sola speranza di bruciare i grassi? E quante invece avete creduto che fare i pesi blocca la crescita?

Ora chiedetevi quante volte avete provato a consultare le piattaforme web dove sono pubblicati i più importanti studi scientifici e provato quindi a tradurli dall’inglese così da crearne un riassunto che potesse darvi delle risposte del tutto oggettive?

Beh, credo che davvero in pochi di voi abbiano risposto positivamente all’ultima domanda, cosa che non è sicuramente vostro compito fare ma di grandissima importanza saper almeno discernere le fonti di una determinata informazione e per poter in qualche modo riconoscere le informazioni valide da quelle “fake”. Potranno mai essere uguali due informazioni, l’una riferita da un mio amico perché lui PENSA sia così in base alla propria esperienza sul campo, e l’altra invece derivante dalla traduzione di decine e decine di articoli scientifici che trattano dell’informazione che vorrei avere? Sono fermamente convinto che la prima ipotesi è un po’ più rapida, basta fidarsi ed il gioco è fatto. Ma in questo caso fidarsi equivale a conoscere realmente un argomento? Molto spesso alcune affermazioni in campo sportivo e della nutrizione vengono fatte da coloro il cui fine ultimo non è quello di divulgare (come si potrebbe pensare apparentemente) ma come potete immaginare, quello di fare soldi (magari vendendovi dietro a quella affermazione il proprio metodo o il proprio integratore o dieta). 

Il compito di questo blog sarà proprio questo: Fornirvi informazioni scientifiche oggettive quanto più facili da leggere, così da permettere a chiunque voglia di venire a contatto con dati che vengono direttamente selezionati dall’evidenza scientifica più recente, citando alla fine di ogni articolo le rispettive fonti, così da poterle eventualmente consultare. 

Credo fermamente in questo progetto perché ne avrei sempre voluto avere uno simile da consultare quando iniziai a fare i primi passi nel fantastico mondo delle Scienze motorie e poi della Nutrizione. Gli anni di continua frustrazione sono stati difficili, ma mi hanno spinto a volerne sapere di più e a volerci veder chiaro su argomenti scientifici che entravano di continuo in contrasto con quelli che si era soliti sentire nelle palestre o al parco, fino allo spingermi a creare questo blog.

Passare notti a sbrogliare articoli scientifici è per molti noioso, al punto che credere a quello che mi dice il mio amico Mario (si, sempre lui) è più semplice da attuare direttamente sul campo. Ma sarà questo un metodo efficace? Lascio a voi la risposta…

.

Limiti del metodo scientifico e conclusioni:

Come il metodo scientifico rappresenta uno strumento essenziale nell’aiutare le scienze nella loro evoluzione, sappiamo però che considerare il solo articolo scientifico ha dei limiti.

Tramite la consultazione di un solo articolo non possiamo dare una risposta a tutto, non possiamo trattare qualsiasi tipo di condizione solo perché l’articolo scientifico dell’anno X disse che in quel determinato caso doveva essere usato quel tipo specifico di farmaco.

Proviamo a ragionare: Parliamo del farmaco X che viene prescritto ad un paziente (probabilmente Mario) che presenta determinati sintomi (nausea, vomito, febbre, emicrania). Il medico, avendo bene a mente gli studi recenti, sa per certo che è utilissimo il farmaco che sta per prescrivere al povero Mario, ma la sua esperienza sul campo gli ha insegnato che in presenza di sintomi quali per esempio il vomito, quel farmaco (seppur molto utile per trattare la patologia d’interesse) verrebbe assorbito per una % bassissima proprio perché il paziente molto probabilmente lo rigetterà in seguito alle crisi di vomito. 

L’esperienza sul campo e quindi la conoscenza del medico in questione riguardo ai meccanismi di assorbimento dei farmaci porta quindi il medico a prescrivere il farmaco per via endovenosa (anche se magari nell’ultimo studio scientifico non era scritto poiché magari lo stesso si concentrava sugli effetti invece che sulle somministrazioni), così da assicurarne il completo assorbimento. Possiamo quindi affermare che senza l’esperienza clinica in questo caso la pratica rischia di essere dominata dall’evidenza scientifica, poiché anche se disponiamo di prove esterne eccellenti esse potrebbero non essere applicabili o semplicemente inadeguate al singolo contesto. (2)

La scienza ci aiuta ad usare il buon senso, ci aiuta a fare collegamenti, a ragionare in maniera logica così da non saperci riferire al solo studio scientifico, ma ad un insieme di essi che si legano strettamente all’esperienza sul campo. Il metodo scientifico è in continua evoluzione e alcuni campi ancora rimangono privi di materiale che ci consenta di fare affermazioni solide. È però essenziale che essi vengano presi in considerazione piuttosto che dar vita a luoghi comuni privi di qualsiasi forma logica, e naturalmente scientifica. La parola scienza deriva dal latino scire che vuol dire sapere. Essa è un modo di pensare e un modo di studiare sistematicamente il mondo che ci circonda(3) e deve rappresentare un linguaggio comune nell’identificazione di problemi, nella loro risoluzione e nel costruire affermazioni sensate in merito alle più disparate tematiche della vita quotidiana.

Ho voluto pubblicare questo primo articolo su questo blog proprio perché su tutto ciò che vi ho appena detto si baserà l’intero progetto. 

Le cose che vi dirò non saranno mie opinioni, miei pensieri, pensieri di Mario (ahahaha) o del tizio muscoloso a cui tutti credono solo perché è il più grosso della palestra, ma informazioni provenienti direttamente da riviste scientifiche internazionali (non quelle che si acquistano al giornalaio, per intenderci) o database di articoli scientifici che spiegano in maniera molto dettagliata i metodi, le ipotesi, le procedure, le analisi statistiche ed i risultati di un determinato studio scientifico confrontato naturalmente con altri di essi, con il fine ultimo di crearne un articolo che possa rispondere alla maggior parte delle vostre domande in merito.

Perché come diceva il buon vecchio Claude:

La vera scienza ci insegna a dubitare e, nell’ignoranza, ad astenerci”.

Grazie infinite per aver letto fin qui! Ci vediamo nel prossimo articolo.

Bibliografia:

(1) Djulbegovic, B., & Guyatt, G. H. (2017). Progress in evidence-based medicine: a quarter century on. The Lancet, 390(10092), 415-423.

(2) Sackett, D. L., Rosenberg, W. M., Gray, J. M., Haynes, R. B., & Richardson, W. S. (1996). Evidence based medicine: what it is and what it isn’t. 

 (3) Elementi di Biologia, Solomon,Martin,Berg, 2017”.

Federico Angotti

CEO SCIENTIFICAMENTE

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