Le app per l’esercizio fisico e la nutrizione: come sta cambiando il mercato del fitness

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Sebbene nel mondo delle evidenze scientifiche l’argomento mHealt sia stato dibattuto in numerosi papers scientifici, lo stesso rimane in continua evoluzione, formulando anno dopo anno delle interessantissime ipotesi (o confermandone delle altre) che corrono in ausilio al professionista che le consulta.

Il mondo delle app per l’esercizio fisico e la nutrizione è stato negli ultimi anni fonte di enormi discussioni su web e social, discussione che vede schierati da una parte i sostenitori del Mobile Health come la forma rivoluzionaria del benessere e della cura della salute della persona e dall’altra coloro che invece criticano ogni suo aspetto, paragonandola alla chimera del fitness.

Sappiamo però che la scienza non ammette opinioni, ed in quanto tale, mira esclusivamente a generare una serie di informazioni che descrivono nella maniera più obiettiva possibile un determinato fenomeno, con tutti i suoi limiti e punti di forza del caso.

L’obiettivo di questo articolo sarà infatti sarà proprio quello di considerare quanto le app si siano imposte sul mercato ed abbiano influenzato le scelte del consumatore in un mercato sempre più popolato dalle stesse, che se da una parte vedremo possano rappresentare un’occasione per rimanere più in forma ed incentivare le scelte di salute pubblica, dall’altra potrebbero portare a dei rischi non di poca importanza.

Considerazioni economiche in merito all’uso di app per l’esercizio fisico e la nutrizione:

Come mostrato dall’analisi statistica in figura sopra, dal primo quadrimestre 2015 fino al primo quadrimestre 2020 il numero delle app per il benessere re sono cresciute esponenzialmente, in particolare rappresentando le 43’285 nel 2020 presenti su Google Play, numero che risulta essere leggermente diminuito a causa della pandemia scatenata dal COVID-19.

Come si evince da questi dati negli ultimi anni la domanda di mercato delle app da parte dei consumatori è cresciuta esponenzialmente, domanda che è stata contemporaneamente accompagnata da un’ incessante offerta delle stesse, che ha viso salire alle stelle il numero di users che le scaricano sul proprio smartphone. L’incremento esponenziale delle app e quindi della concorrenza tra aziende, ha generato terreno fertile per l’indecisione da parte del consumatore che, al momento della presa di posizione nel cambiare radicalmente le proprie abitudini, rimane indeciso ed incapace di scegliere di fronte a questa enormità di prodotti sul mercato.

La scelta del consumatore però ricade spesso in quelle che si presentano come delle app intuitive ed al tempo stesso che offrano un compromesso tra estetica, usabilità ed integrazione di tecniche di controllo del comportamento. Infatti la scelta del consumatore nello scaricare delle app piuttosto che delle altre si è visto essere influenzata dalla percezione della qualità che suscita in tutti coloro che le scaricano, percezione correlata alla presenza nelle stesse di strumenti che consentano di controllare i propri comportamenti (es. auto monitoraggio, feedback, impostazione degli obiettivi) che sono al tempo stesso correlati all’efficacia nelle azioni comportamentali, tanto desiderate dagli users. (Bardus et. Al , 2016).

Essendo il concetto di consumo e delle teorie che ne sono alla base un argomento che negli anni si è evoluto in maniera costante, rimane da considerare il fatto che il consumatore sia stato nel tempo spinto a richiedere determinati servizi “mobile” vista l’incessante crescita delle persone nel consumare mediante fondamenti basati su strategie di vita o sull’ etica e sostenibilità.

Essendo passati da una teoria del consumo con approccio “KEYNESIANO”, il quale inquadrava il consumatore come un soggetto che sceglieva un bene solo in base al suo reddito ed al prezzo di mercato del bene stesso, ad oggi le cose si sono evolute ponendo lo stesso all’interno di un approccio moderno secondo cui il consumo rimane una pratica sociale espressiva e costitutiva della società, dove emergono altri aspetti legati alle scelte del consumatore, tra i quali quello psicologico e comportamentale.

Infatti le strategie di vita sono assai importanti nel determinare le scelte di consumo poiché rispecchiano la volontà del singolo di inserirsi nella società/ gruppo e di accrescere la percezione di sé. Nel caso specifico delle app per l’esercizio fisico e la nutrizione questo si riscontra quando gli utenti sono chiamati a condividere risultati con amici e competere con gli stessi, essendo questo uno spunto da cui il consumatore può maturare una forte motivazione nell’aderire ad un programma di cambiamento delle proprie abitudini, rimanendo motivato nel tempo.

Cosa spinge il consumatore a scaricare le app?

Proprio cosi, la motivazione del consumatore in questo argomento gioca un ruolo fondamentale. Nello studio di Solbrig (2017), i partecipanti trovavano difficoltà nel rimanere motivati a lungo potendo sfruttare esclusivamente il servizio di auto monitoraggio, permettendo ai ricercatori di interrogarsi riguardo il fatto di inserire strumenti futuri di controllo del consumatore, metodi di incoraggiamento ed addirittura coinvolgimento di figure professionali nel supportare la motivazione a lungo termine.

In secondo luogo la selezione delle app potrebbe essere accompagnata da scelte etiche e sostenibili, dove tramite il monitoraggio dei passi giornalieri e dell’esercizio fisico si contribuisce ad aumentare i livelli di attività fisica giornaliera consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, (WHO, 2010) a discapito degli spostamenti “passivi, che in Italia continuano a rimanere abbastanza prevalenti. Infatti, il mezzo privato resta quello a cui fa ricorso la maggioranza della popolazione per i suoi spostamenti, dato che si riferisce al 57,7 % della popolazione nel biennio 2013-2014. (ISTAT, 2013-2014).

Avendo così inquadrato il consumatore all’interno di un mercato più meno nuovo sotto il profilo del fitness e dell’attività fisica, non rimane che considerare quanto questo strumento possa aiutare l’utente medio nel raggiungere i propri risultati in termini di nutrizione ed attività fisica

Per concludere il paragrafo inerente alle considerazioni economiche possiamo affermare che la costante ricerca di mezzi che permettano al consumatore di implementare le abitudini salutari, nonché di promozione della salute, trovino solido fondamento nelle necessità a livello globale di aumentare i mezzi che incentivino la prevenzione primaria.

L’organizzazione mondiale della Sanità (2007) spiega esplicitamente che tra le possibili strategie di promozione di comportamenti sani ed attivi debbano esserci anche formazione di social network che incoraggiano l’attività fisica. Tra le stesse potrebbero trovare posto le app oggetto di questo articolo, in quanto,oltre che misurare e raccogliere dati inerenti all’attività fisica, offrono la possibilità di condividere dati con altri utenti consentendo così di creare obiettivi personali confrontandosi con gli altri, incoraggiando la mobilità attiva e alla riduzione delle patologie non trasmissibili. (WHO, 2015)

Conclusioni:

Le continue politiche di promozione della salute sono fondate su dati che sembrano non essere rassicuranti, sia dal punto di vista della prettamente sanitario (come evidenziato nei paragrafi precedenti) ma anche per ciò che concerne l’economia globale.

Già dal 2012 furono considerate dal CONI (2012) le possibili implicazioni economiche relative ai costi sanitari italiani:

“La Pratica Sportiva ,continuativa e saltuaria, produce benefici diretti sulla salute dei cittadini e sui conti dello Stato, in termini di Spesa Sanitaria e Prodotto Interno Lordo. Attualmente in Italia circa il 60% della popolazione pratica un’attività sportiva e/o fisica. Circa 22.000 morti evitate ogni anno, ovvero circa 32 miliardi di euro di valore della vita salvaguardato pari a circa il 2% del PIL (in assenza di pratica a sportiva , la diminuzione del PIL italiano nel 2011 invece di

-0.5% sarebbe teoricamente stata del 2,5 %.)

IN PROSPETTIVA UNA DIMINUZIONE DI UN PUNTO PERCENTUALE DEL TASSO DI SEDENTARIETÀ

IN ITALIA (DALL’ATTUALE 40% DELLA POPOLAZIONE AL 39%), CORRISPONDENTE A CIRCA 515 MILA PERSONE,PORTEREBBE UN BENEFICIO INCREMENTALE PER LO STATO DELL’ORDINE.

I benefici economici che implicitamente lo Stato trae dall’attuale livello di pratica sportiva, sono:

. 200 MILIONI DI EURO ANNUI, COME RISPARMIO SULLA SPESA (SANITARIA E NON)

. circa 52.000 casi di malattia evitati ogni anno

. 4 MILIARDI DI EURO ANNUI, COME VALORE DELLA VITA SALVAGUARDATO.”

Riferendoci a dati più recenti, nel biennio 2017-2018, In Italia si stimano circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in eccesso di peso, pari al 25,2% (in calo rispetto al 28,5 del biennio 2010-2011) della popolazione di 3-17 anni. I bambini e i ragazzi che non praticano alcuno sport o attività fisica nel tempo libero sono, invece, un milione 925 mila, pari al 22,7% (in calo rispetto al biennio 2010-2011) della popolazionedi 3-17 anni. (ISTAT, 29 ottobre 2019).

  Questi dati sembrano farci tirare un sospiro di sollievo sia in termini di sanità pubblica, che di resa economica del paese.

Le app in questo contesto sono state viste come ausilio fondamentale alla promozione dello sport e delle sane abitudini alimentari, ma sembra ovvio farsi alcune domande.

Le stesse app sono utilizzabili in tutti i contesti in massima sicurezza?  Ci sono delle popolazioni a rischio? Sono effettivamente precise nel monitorare parametri vitali e non?

A queste  domande rispondiamo nel prossimo articolo! Grazie per essere arrivati fin qui.

Bibliografia:

  1. www.statista.com
  2. Bardus, M., van Beurden, S. B., Smith, J. R., & Abraham, C. (2016). A review and content analysis of en- gagement, functionality, aesthetics, information quality, and change techniques in the most popular com- mercial apps for weight management. The international journal of behavioral nutrition and physical activity, 13, 35.
  3. CONI (2012). IL LIBRO BIANCO DELLO SPORT. Roma.
  4. Istituto Nazionale Statistica. 2013-2014. I tempi della vita quotidiana, lavoro, conciliazione, parità di gene- re e benessere soggettivo, edizione 2019.
  5. Solbrig, L., Jones, R., Kavanagh, D., May, J., Parkin, T., & Andrade, J. (2017). People trying to lose weight dislike calorie counting apps and want motivational support to help them achieve their goals. Internet interventions, 7, 23–31.
  6. World Health Organization. (2007). A guide for population-based approaches to increasing levels of physical activity : implementation of the WHO global strategy on diet, physical activity and health. World Health Organization.
  7. WHO. 2010. Global recommendations on physical activity for health.
  8. World health Organization. (2015). Physical activity strategy for the WHO European region 2016-2025.

Federico Angotti

CEO scientifica-mente

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