Il Sale: complicazioni cardiovascolari da eccesso.

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Come visto nel precedente articolo sul sale ( clicca qui ), l’importanza che lo stesso ricopre nei confronti della nostra salute a volte viene preso come pretesto per un suo utilizzo eccessivo e cronico tale da contribuire all’insorgenza di numerose patologie o condizioni ad esse legate.

Parliamoci chiaro, il sale rappresenta uno dei principali mezzi per donare appetibilità ai cibi, ed essendo quest’ultimo fonte di sfogo delle proprie emozioni, più è appetibile e maggiore sarà la sua capacità di ricompensarci a livello emotivo ( per esempio dopo una discussione con il proprio partner o dopo una giornata intensa di lavoro). 

Senza soffermarci troppo sui ruoli che il cibo ha nei confronti dell’essere umano (oltre a quello primario di nutrirci), vorrei oggi parlare di quanto esso sia pericoloso se consumato in eccesso per la nostra salute.

Preoccupazioni da carenza di sodio:

Quello che da anni preoccupa le numerose organizzazioni mondiali che si occupano di salute è un suo eccesso nella dieta proprio perché, essendo presente naturalmente all’interno di molti alimenti, una sua carenza risulta non verificarsi in condizioni normali bensì potrebbe invece verificarsi in condizioni patologiche come diarrea, vomito, utilizzo cronico di diuretici, cheto acidosi diabetica, traumi e ustioni (1), incluse anche quelle condizioni fisiologiche che vengono a crearsi durante le gare di resistenza per atleti che gareggiano su lunghe distanze quando non si prendono le dovute accortezze (maratona, triathlon etc..) (2), tutte condizioni per le quali è necessario l’intervento di uno specialista.

Quindi la carenza, se siamo soggetti in salute non deve preoccuparci dato che siamo dotati di sistemi ormonali di controllo molto ben progettati tali da consentirci un mantenimento di sodio nel corpo nei limiti fisiologici, e per il fatto che il fabbisogno di questo microelementi è molto basso e facilmente ricopribile.

In condizioni normali infatti, il sistema Regina- Angiotensina- Aldosterone (sistema di regolazione ormonale che coinvolge rene e ghiandole surrenali) riconosce un calo o un aumento della pressione, della volemia, della concentrazione di sodio tale da attuare pronte modifiche  su quella che sarà la sua escrezione a livello renale. (3)

Come è vero che in condizioni di carenza di sodio, il rene ne riassorbe di più, è anche vero come in quelle persone che ne consumano troppo vengono innescati dei meccanismi per i quali ne viene rilasciato di più nelle urine.

In queste persone ed in quelle che risultano essere più sensibili all’azione del sodio si verifica un aumento dei fluidi corporei con conseguente aumento della pressione sanguigna, (fattore di rischio per l’insorgenza di numerose patologie croniche). (4)

Preoccupazioni da eccesso di sodio:

Come precedentemente affermato il problema è proprio qui.

Numerosi studi ad oggi affermano che il consumo eccessivo di sodio sia direttamente correlato all’insorgenza di patologie cardiovascolari che inducano un aumento della mortalità nel mondo.

A supporto di questa affermazione ci sono numerosissimi studi epidemiologici che indicano che le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo, stimando circa 17,9 milioni di morti ogni anno dove per malattie cardiovascolari intendiamo un insieme di disturbi al cuore e ai vasi sanguigni che comprendono malattie coronariche, cerebrovascolari, cardiache reumatiche e altre condizioni.

Tra di esse 4 su 5 sono date da infarti ed ictus ed 1/3 di esse si verificano prematuramente prima dei 70 anni. (5), suggerendo che alla base dei possibili fattori di insorgenza delle stesse vi siano dieta malsana, inattività fisica, e consumo di alcool e tabacco.

Ora vediamo le diverse condizioni patologiche dal punto di vista cardiovascolare associate ad un eccessivo consumo di sale.

Sale e ictus/ patologie cardiovascolari:

Una meta-analisi ( per chi non ricorda cosa sia rivedere questo articolo) del 2009 ha analizzato i risultati di 13 studi prospettici (ossia che seguono la popolazione nel tempo, precisamente analizzando un arco di tempo che va dal 1996 al 2008) includendo un totale di circa 177’025 persone per studiare quanto il consumo di sale fosse realmente coinvolto nell’insorgenza dell’ictus e delle patologie cardiovascolari.

Nel totale delle persone testate ci sono stati circa 10’000 eventi cardiovascolari, dimostrando una diretta e forte associazione tra consumo di sale e insorgenza di ictus e patologie cardiovascolari. (6)

Una meta- analisi più recente, precisamente del 2013, ha riportato gli stessi risultati, includendo nello studio sia singoli studi  clinici randomizzati che studi prospettici, confermando dati riguardanti il fatto che l’aumento della pressione sanguigna e dell’ipertensione sono importanti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e si stima che contribuiscano al 49% di tutte le malattie coronariche e al 62% di tutti gli eventi ictus.

Ha inoltre fornito dati riguardanti una riduzione dell’assunzione di sodio ( minore di 2 gr/die)  ha ridotto significativamente la pressione arteriosa sistolica a riposo di 3,39 mm Hg e la pressione diastolica a riposo di 1,54 mm Hg. (7)

Meccanismi fisiologici alla base dell’interazione sodio- patologie cardiovascolari e Conclusioni:

Cosa ha quindi di cosi magico il sodio nel causare tutte queste condizioni assai dannose per la salute umana?

Nel tempo si sono studiati i meccanismi alla base dell’aumento della pressione arteriosa in seguito ad assunzioni elevate di sodio nella dieta, e tra le varie complicazioni annesse abbiamo come fattore comune una minore capacità dei reni di espellere sodio.

Oltretutto si è visto come la somministrazione di sale in eccesso nei ratti provoca fibrosi delle arterie coronarie, fibrosi della matrice interstiziale ventricolare non cardiaca, ischemia di entrambi i ventricoli e disfunzione diastolica ventricolare e diminuzione dell’elasticità delle arterie di grandi dimensioni. (8)

Concludiamo questo articolo ricordando a voi che leggete che nel mondo si consumano mediamente dosi giornaliere nettamente maggiori (9) rispetto ai tetti massimi consigliati dall’ OMS di 2 gr di sodio giornalieri ( equivalenti a 5 gr di sale complessivi) (10) e sul territorio italiano le cose non sembrano essere promettenti. (11)

Come recita lo slogan del “ Report of WHO Forum and technical meeting”, LESS SALT, LESS RISK (Of heart disease and stroke)!

Grazie per essere arrivati fin qui, ci vediamo nel prossimo articolo!

Bibliografia:

1- Linee guida per una sana alimentazione, DOSSIER SCIENTIFICO, CREA, 2017”.

2- Rosner, M. H. (2009, May). Exercise-associated hyponatremia. In Seminars in nephrology (Vol. 29, No. 3, pp. 271-281). WB Saunders.

3- Endocrinologia e attività motorie, Lenzi, lombardi, Martino, Trimarchi, 2015.

4- Fisiologia applicata allo sport; Aspetti energetici, nutrizionali e performance. McArdle, Katch, 2018”.

5- www. WHO.it/ cardiovascular disease.

6- Strazzullo, Pasquale, et al. “Salt intake, stroke, and cardiovascular disease: meta-analysis of prospective studies.” Bmj 339 (2009): b4567

7- Aburto, Nancy J et al. “Effect of lower sodium intake on health: systematic review and meta-analyses.” BMJ (Clinical research ed.) vol. 346 f1326. 3 Apr. 2013, doi:10.1136/bmj.f1326

8- Kotchen, Theodore A., Allen W. Cowley Jr, and Edward D. Frohlich. “Salt in health and disease—a delicate balance.” New England Journal of Medicine 368.13 (2013): 1229-1237.

9- Sodium intake for adults and children, WHO guidelines, 2012.

10- https://www.who.int/data/gho/indicator-metadata-registry/imr-details/3082

11- Giampaoli, S., Strazzullo, P., Galeone, D., Donfrancesco, C., Russo, O., Palmieri, L., … & Vanuzzo, D. Il consumo di sodio e di potassio nell’alimentazione della popolazione adulta italiana.

Federico Angotti

CEO SCIENTIFICAMENTE

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